Comune di Roccamandolfi (IS)

Turismo - Monumenti

LE "MISURE" Sulla parte esterna della chiesa di San Giacomo Maggiore, appena prima dell'Arco Santo, sono state poste le quattro misure circolari fatte di pietra viva perfettamente levigata e corrispondenti al "tomolo" al "mezzetto" al "quarto" ed alla "misura", unità di misura per granaglie ancora in uso nel paese. Un tempo si trovavano lungo uno degli ingressi principali, in prossimità  del "muraglione" che si affaccia in via Vallone dove era l'entrata dalla parte del ponte di Santa Maria. Al di sopra di esse è posta una epigrafe con la seguente iscrizione: "Con Carlo Secondo d'Austria felicemente regnante e con De Francesco Pignatelli Duca di questa terra di Roccamandolfi l'università di questa medesima terra curò che nel giorno di martedì delle singole settimane dell'anno in perpetuo, qui si tenga mercato e anche fiere nei singoli anni nelle feste del Santo Giacobi apostolo nel giorno venticinque di luglio e del Santo Gaetano nel giorno sette di agosto con due giorni, uno prima l'altro dopo detta festa libera e franca da qualsiasi dazio e gabella come da diploma napoletano dato nel giorno ventisei del mese di marzo dell'anno milleseicentonovantacinque.

"L'epigrafe, come fa notare il Ciocci, è una testimonianza dell' alto contribuito dato da Roccamandolfi all'economia del Sannio Pentro nei secoli passati. Infatti erano più che rinomati gli agnelli e le lenticchie della "Rocca". Nei campo dell'artigianato insuperabili erano gli "Scarpunari della Rocca" che confezionavano "R' Ziambitt", scarponi di pelle d'asino. L'iscrizione, inoltre, testimonia che già  nell'anno 1695 il nome Roccamandolfi si era consolidato. LA CROCE VIARIA Sotto un arco Rinascimentale è una croce di pietra che dà  il nome alla piccola strada che ad essa conduce. Nel Medioevo era molto in uso innalzare una croce nelle piazze dei centri abitati; vicino alle chiese, all'entrata del paese, al confine tra due paesi, tra due rioni o due proprietà, nei posti ove si tenevano adunanze pubbliche, fiere e mercati, ed anche in certe aree designate dalle autorità  ecclesiastiche, ove i cittadini avevano diritto di asilo se commettevano un reato, e quindi non erano perseguibili. è simile alle croci di Civitanova del Sannio, Gambatesa, Salcito, Duronia, Ripabottoni, Frosolone.. Ha i bracci di uguale lunghezza ed è inserita in una cornice circolare che risulta lavorata a ripetuto motivo di foglie geometriche fortemente incise che danno nitidi effetti chiaroscurali.

Su una delle due facce Cristo è in croce, sull'altra è seduto sul trono in atto di benedire. Al di sopra del crocifisso è scolpito un angelo ad ali spiegate. Una colonna con ampia base rotonda composta da quattro ordini di pietra sovrapposti, fa da sostegno a questa opera che, come le altre a cui è stata raffrontata, deve considerarsi dell'alto Medioevo, anche se alcuni caratteri, quali la mancanza di proporzioni, potrebbero collocarla in epoca anteriore.